Italia a pezzi

DUE

« Berlusconi, Fiorini, Parretti ed una misteriosa intervista»

1992. L’avventura di Silvio Berlusconi in Francia termina il 12 aprile, con la fine dei programmi de « La Cinq ». Nel 1985, godendo dell’appoggio di Bettino Craxi, il Cavaliere è stato prescelto da François Mitterrand per condurre il nuovo progetto di televisione commerciale francese. Prima al fianco di Jérôme Seydoux, poi associato a Robert Hersant ed infine con Jean-Luc Lagardère. Sin dall’inizio, e durante l’intera traiettoria francese, Silvio Berlusconi ha subito dure critiche. Prima è stato accusato di voler fare una televisione Coca-Cola, poi Jacqus Chirac lo ha  definito « mercante di zuppe » . In Italia, invece, Silvio Berlusconi gode della legge « Mammí », votata nel ’90, che gli permette di trasmettere i programmi delle sue TV sull’intero territorio nazionale.

Il 21 maggio, due giorni prima dell’attentato che ha ucciso Giovanni Falcone, una squadra televisiva francese diretta da Fabrizio Calvi e Jean-Pierre Moscardo ha girato un’intervista di Paolo Borsellino. Il materiale girato non sarà mostrato e bisognera attendere fino alla primavera del 1994 perché la stampa italiana ne parli, dopo la vittoria di « Forza Italia » e di Berlusconi alle elezioni di marzo.

Durante l’estate, mentre l’Italia è a ferro e fuoco, un altro uomo d’affari italiano vicino al Partito socialista italiano è nell’occhio del ciclone. Si tratta di Giancarlo Parretti che in Francia, mentre Berlusconi si occupava di televisione, ha cercato la gloria nel campo del cinema. All’inizio del 1990, approfittando di lauti prestiti concessi da una filiale olandese del Credit-Lyonnais ha acquisito Pathé, la perla del cinema francese. Solo il ministro dell’economia francese Pierre Beregovoy si è opposto alla transazione. Ciò non ha tuttavia frenato l’ambizione di Giancarlo Parretti che associato a Florio Fiorini, già direttore finanziario dell’ENI, durante lo stesso ha ha concluso l’acquisto della MGM/UA (la Metro Goldwin Mayer) per 1.3Mia di dollari. Giancarlo Parretti non ha però rimborsato i prestiti concessi ed è stato rinviato a giudizio negli Stati-Uniti. Intanto Comifinance, la nebulosa finanziaria che ha creato, crolla mettendo in luce il cratere finanziario aperto in Credit Lyonnais. Uno scandalo nazionale in Francia. Giancarlo Parretti è stato espulso dalla testa di MGM/UA e la banca francese ne ha preso il controllo.

La stessa estate il rapporto tra Parretti e Fiorini si rompe, visto che quest’ultimo non ha altra soluzione che passare a fianco del Credit Lyonnais per quanto riguarda il conflitto MGM/UA. Ma non durerà a lungo. Sasea, la sociétà domiciliata a Ginevra che Fiorini dirige, fa bancarotta a fine anno. Si consuma  il più grande fallimento di una società in Svizzera ed in Europa. Così , mentre gli uomini vicini al Partito socialista cascano, e Bettino Craxi si avvicina al rinvio al giudizio, Fininvest affronta un debito che oltrepassa i 3’000 miliardi di lire. Il Cavaliere è in difficoltà ed il Partito socialista, colpito da Tangentopoli, non sarà più il suo referente. Ed in questo contesto, Berlusconi comincia a preparare la sua entrata in politica : l’unico modo che permetterà al Cavaliere di salvarsi da una parabola discendente che pare oramai annunciata.

(23.11.2011)

 

 

 

UNO

« Vent’anni, Giovanni Falcone, la crisi e la crociera dimenticata »

Il 2 giugno del 1992 il « Corriere della Sera » pubblica un articolo intitolato « Convegno Britannia, sponsor la Regina ». Firma Massimo Giaggi che racconta di una crociera a bordo del panfilo inglese « Britannia ». 100 invitati : degli uomini d’affari, degli economisti e degli opinion leaders. L’appuntamento è fissato al porto di Civitavecchia. Tra gli invitati, Mario Draghi –oggi a capo della BCE-  direttore del Tesoro italiano. Tema del convegno galleggiante –organizzato da « British invisibles »- le future privatizzazioni in Italia.

Mentre la nave s’allontana dal porto di Civitavecchia, l’Italia è in lacrime. Giovanni Falcone –simbolo della lotta antimafia- è stato assassinato. Oltre le lacrime, la tempesta. Sin dall’inizio dell’anno « Mani pulite » ha scoperto « Tangentopoli », un vasto sistema di corruzione che coinvolge alte sfere dell’economia e della politica. Indiziati, soprattutto,  la Democrazia cristiana e il Partito socialista.
Le elezioni politiche di aprile si sono svolte in un contesto ostile alla politica. Malgrado il deludente risultato, PSI e DC hanno potuto allearsi in una maggiornanza quadripartitica in parlamento.

A fine aprile Giulio Andreotti -Presidente del consiglio- e Francesco Cossiga –Presidente della Repubblica- hanno rassegnato le dimissioni. L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, cominciata il 13 maggio si è protratta per giorni senza esito alcuno. Poi, il 25 maggio, mentre al Duomo di Palermo si svolgono i i funerali di Giovanni Falcone, al XVIesimo scrutinio Oscar Luigi Scalfaro è eletto Presidente. Giulio Andretotti e Arnaldo Forlani, segretario della DC, sono stati scartati. La candidatura del primo ha sofferto dell’assassinio a marzo di Salvo Lima, il parlamentare in odore di mafia vicino alla corrente di Andreotti nella DC. Arnaldo Forlani è stato invece colpito dal voto contrario di franchi tiratori del suo stesso partito. Il suo nome comincia ad essere associato a Tangentopoli, sfiora l’elezione, ma non diventerà mai Presidente della Repubblica.

Oscar Luigi Scalfaro conferisce l’incarico di formare un nuovo governo a Giuliano Amato. Per affrontare la crisi finanziaria in atto, il governo Amato decide di prelevare il 6/1000 di ogni conto di deposito italiano. Poi, il 19 luglio la terra trema. Paolo Borsellino, il giudice amico di Giovanni Falcone, muore, assassinato dall’esplosione di un’auto bomba in Via d’Amelio. Il fatto mette l’Italia a ferro e a sangue. Col passare del 1992 « Tangentopoli » devasta la politica, mentre a settembre la lira è vittima di un attacco speculativo condotto da George Soros, pure lui invitato sul « Britannia » a giugno.
Fortemente svalutata, la lira è costretta ad uscire dal Fondo monetario europeo malgrado il fatto che Carlo Azeglio Ciampi, alla testa della Banca d’Italia, abbia bruciato 48 miliardi di dollari per sostenere la moneta italiana. Il 1993 non comincia meglio e Giuliano Amato è costretto alle dimissioni. Gli succede Carlo Azeglio Ciampi che forma e presiede un governo di crisi,  composto da soli tecnici.

Intanto, la crociera del « Britannia », di cui la stampa non si è occupata oltre misura, è diventata un’immagine sfocata. Un aneddoto senza importanza. Un ricordo ormai lontano.

(16.11.2011)

http://unristretto.net/2012/05/23/vingt-ans-giovanni-falcone-la-crise-et-une-croisiere-oubliee/#comments

2 responses to Italia a pezzi

  1. 

    si sarebbe potuto intitolare il post l’Italia fatta a pezzi ;-)))

    2 giugno 92, 27 marzo 94, le due date che hanno disegnato la guerra che ha contraddistinto la seconda repubblica, rimasta nella culla, mai decollata.

    Clean hands, five men, washington, in Italia sono stati solo degli esecutori. La cronologia dei fatti è impietosa, un fil rouge che arriva diretto fino ad oggi.

    Goldman è l’esecutore di Bilderberg che risponde agli illuminati

    13 famiglie, 13 colonie, 13 gradini.

    c’est tout

    A big hug

    Italo

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